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Martedì, 25 Febbraio 2014 09:46

Le iscrizioni scolastiche. Riflessioni e suggerimenti

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Iscrizioni scolastiche. Termine fissato al 28 febbraio dal MIUR Iscrizioni scolastiche. Termine fissato al 28 febbraio dal MIUR

In concomitanza con il termine delle iscrizioni alle scuole dell’infanzia, alle prime classi delle scuole del primo e del secondo ciclo, fissato per il 28 febbraio dal Ministero della Pubblica Istruzione, riteniamo opportuno fare qualche riflessione e, se possibile, offrire qualche suggerimento a tutti coloro che intenderanno iscrivere i propri figli per la prima volta, o rinnovare l’iscrizione presso il nostro Istituto; ma anche per i genitori dei nostri alunni di 5 elementare che, in questi giorni, si trovano ad affrontare il difficile compito di scegliere la scuola media più adatta per i propri figli e che dia continuità al lavoro fin qui svolto da tutti noi...scuola, famiglie ed alunni.

L’appuntamento con l’iscrizione a scuola, di qualsiasi ordine e grado e di un qualsivoglia istituto, rappresenta, quindi, per un genitore un’importante scelta di responsabilità e fiducia insieme.

Le aspettative ed i timori che sottendono a questa scelta sono ineluttabili e spinti da svariate motivazioni; è ovvio che un genitore si attenda il massimo dell’accoglienza e dell’impegno da parte degli insegnanti e della scuola, ai quali affida l’oneroso compito di educare, accrescerne la cultura, ed avviare ad un impegno sociale i propri figli.

Affinché si creino le condizioni per raggiungere la giusta collaborazione genitori-scuola, ecco alcuni suggerimenti.

Nei confronti degli alunni più piccoli c’è spesso un eccesso di protezione-assistenza ed una quasi sostituzione operativa che limita il raggiungimento della propria autonomia. Nei confronti dei più grandi c’è una difesa deleteria e la tendenza a priori di escludere colpe o responsabilità. La conseguenza non è tanto e solo quella di negare il senso di giustizia, ma quella di indurre in maniera palesemente diseducativa alla non responsabilità.

Altresì negativo come atteggiamento è l’ingerenza dei genitori nel lavoro degli insegnanti. Spesso, e questo avviene soprattutto da parte di genitori di cultura medio elevata, si pretende di valutare, giudicare e, anche, correggere gli insegnanti. E spesso, cosa grave, questo avviene davanti ai propri figli.

Ma rivolgendoci ad un medico, diamo consigli e formuliamo noi la diagnosi? E dal fornaio chiediamo di impastare il pane che consumeremo?

Queste apparentemente possono apparire banali provocazioni, ma celano un concetto fondamentale: lasciare ad ognuno il proprio mestiere, ai docenti l’insegnamento.

Infine, ultimo ma non di minore frequenza, esiste da parte di alcuni genitori l’eccesso di delega alla scuola, che si verifica purtroppo quando c’è indifferenza verso la vita scolastica del proprio figlio e c’è assenza di qualsiasi rapporto con gli insegnanti. Non va semplicemente tradotto come atteggiamento di fiducia totale verso la scuola, ma piuttosto, appunto, per come si palesa, assenza ed indifferenza, per poi svanire di colpo davanti a qualsiasi irrisoria critica mossa nei riguardi del proprio figlio, per lasciar posto con veemenza ad accuse a senso unico verso la scuola, come se questa avesse l’esclusivo carico di responsabilità e soluzione di ogni problematica dell’alunno.

Abbiamo elencato questi atteggiamenti “estremi” in modo che i genitori possano evidenziare meglio ed in positivo un auspicabile atteggiamento genitori-insegnanti.

In parole semplici e significative, vi auguriamo di affidarvi alla scuola con atteggiamento positivo e propositivo, tanto da proiettarne il comportamento dei vostri figli, a loro volta, verso insegnanti e istituzione.

Essere presenti non solo fisicamente alla vita della scuola, ma con un reale e contagioso interesse a quanto avviene in ambito scolastico; presenza che si modifica in base a l’età dei ragazzi, ma costante.

Porre la giusta attenzione all’uso delle parole nel rapporto con gli insegnanti, ed agli atteggiamenti che creano modelli da imitare nei propri figli.

Indispensabile è la collaborazione della famiglia negli incontri periodici con i docenti, soprattutto per offrire informazioni sui comportamenti e gli atteggiamenti adottati dai piccoli al di fuori del contesto scolastico, indizi fondamentali affinché si venga a conoscenza delle inclinazioni e le predisposizioni di ogni bambino nella sua unicità e specificità.

Lo studente-figlio deve sentirsi protetto ma non soffocato da quello che si potrebbe metaforicamente definire “abbraccio educativo” che iniziando dal proprio contesto familiare e domestico si trasferisce a scuola con gli insegnanti, in un clima quindi di partecipazione e collaborazione.