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Venerdì, 10 Aprile 2015 10:06

Le malattie esantematiche

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Le malattie esantematiche Le malattie esantematiche

Finalmente siamo in primavera!
Il sole, l’azzurro del cielo, gli uccelli e i fiori colorano i nostri paesaggi. Ma con la tanto desiderata primavera arrivano anche le temute "malattie esantematiche"!
Così definite perché si manifestano con la comparsa di un esantema, ossia un’eruzione cutanea in forma variabile, associato a sintomi di carattere generale, il più delle volte febbrili. Tali eruzioni possono essere puntiformi e papulose e si manifestano prima in sedi specifiche e poi si diffondono su tutto il corpo. La comparsa dell’esantema indica, tuttavia, la fine della fase dell’incubazione di queste malattie, molto contagiose, e in certi casi anche la fine della fase infettiva.

È esperienza comune che, quando casi singoli o focolai di epidemia coinvolgono la scuola o le comunità infantili in genere, subentrano paure e allarmismi.

Secondo i medici della nostra Asl, è ormai noto che la maggior parte delle patologie si diffondono già dal periodo di incubazione (quando cioè non vi sono ancora sintomi chiari della malattia), che in molti casi il contagio può essere evitato adottando semplici precauzioni e misure di igiene, purché applicate costantemente anche in assenza di persone malate. E ancora, dicono i medici, sappiamo che tutti i virus e molti batteri sopravvivono, fuori dal malato, per pochissimo tempo e, dunque, la disinfestazione degli ambienti si rivela inutile se non dannosa (per la selezione di ceppi resistenti).

Occorre quindi cambiare mentalità: pensare cioè alla prevenzione delle malattie infettive, incentivando gli interventi disponibili prima che si verifichi una malattia infettiva e non solo quelli posti in atto quando la malattia si è già manifestata, finalizzati esclusivamente al controllo della sua diffusione.

Sono misure precauzionali di carattere generale:

  • l’aerazione degli ambienti di vita e controllo del microclima: particolare attenzione dovrà essere posta nei confronti del grado di umidità, che, se inferiore al 60-70%, facilita l’insorgenza di infezioni delle prime vie aeree;
  • l’utilizzo di materiale monouso per l’igiene personale: fazzoletti, asciugamani, tovaglioli debbono essere utilizzati e smaltiti rapidamente; da evitarsi il mantenimento di fazzoletti o asciugamani, umidi o sporchi, negli ambienti di vita;
  • il lavaggio delle mani anche dopo il gioco in aree aperte o sabbionaie, le esercitazioni con materiali didattici particolari (pitture, creta, argilla, ecc.);
  • la sanificazione quotidiana e rimozione rapida dei rifiuti.

 

Conosciamo meglio le malattie esantematiche:

  • il morbillo
  • la varicella
  • la rosolia
  • la scarlattina
  • la quinta malattia
  • la sesta malattia


Morbillo

E' un’infezione molto contagiosa, provocata da un virus (il Paramixovirus) da non sottovalutare per le complicazioni che può provocare. Da noi la sua diffusione si sta rapidamente riducendo grazie all’uso del vaccino che può essere somministrato ai bambini già in tenera età. Il vaccino è associato a quello della parotite e a quello della rosolia in modo tale da fare un’unica somministrazione per debellare ben tre malattie.

- Come si manifesta il morbillo?

Prima di tutto con un’infezione delle vie respiratorie che compare dopo un periodo di incubazione che va dagli 8 ai 12 giorni. Per i primi due-tre giorni si manifesta con una lieve febbre e con un forte raffreddore. La febbre poi sale fino a raggiungere punte di 39-40 gradi e il bambino viene infastidito da difficoltà respiratorie. Spesso appare una tosse secca e a volte la congiuntivite con occhi che prudono, lacrimano e si arrossano. Proprio al culmine di questa fase acuta iniziale compaiono i primi segni che permettono di riconoscere il morbillo: sulla mucosa all’interno delle guance, si formano puntini bianco grigiastri simili a capocchie di spillo. Subito dopo inizia l’eruzione vera e propria: le prime macchie compaiono dapprima intorno agli occhi e dietro alle orecchie. Poi sulla fronte. Dopo altri due o tre giorni si estendono in tutto il corpo del bambino. Si tratta di macchie rotonde, di colore rosa, di forma irregolare e un po’ in rilievo. Nel giro di un giorno raggiungono il massimo della loro estensione. Dopo cinque - sei giorni, le macchie si attenuano progressivamente e spariscono senza lasciare traccia, sfaldandosi.

- Può causare complicazioni?

Sì! Il morbillo può provocare complicazioni anche serie. Infatti, una o due volte ogni mille casi, può causare l’ingrossamento della laringe, il condotto che collega la parte alta della gola con la trachea, e provocare conseguenti difficoltà di respirazione. Un problema che richiede un urgente ricovero in ospedale ai primi sintomi. Possono poi insorgere altre complicazioni batteriche come la polmonite e l’otite.

- Come curarlo?

Innanzi tutto dando al piccolo malato un farmaco antipiretico a base di paracetamolo per abbassare la febbre. L’alimentazione inoltre dovrà essere leggera e ricca di vitamina C. Il pediatra, se è il caso, somministrerà solo farmaci per alleviare i sintomi: la febbre, la tosse e l’eventuale congiuntivite. Prescriverà gli antibiotici solo se, al morbillo, dovessero aggiungersi infezioni batteriche (come l’otite).


Varicella

È dovuta a un virus della famiglia degli Herpes, il Varicella Zoster e ogni due-tre anni si registrano vere e proprie epidemie, dovute alla straordinaria capacità di diffondersi di questo virus. Inoltre, la varicella può comparire più volte nella vita perché talvolta l’immunità ricevuta dalla prima infezione non è completa.

- Come si manifesta la varicella?

Dopo un periodo di incubazione di circa 8-22 giorni, la varicella si manifesta con febbre non altissima, con mal di testa e dolori muscolari. La sua presenza certa si ha solo quando appare la caratteristica eruzione sulla pelle di vescicole. Le macchie, prima rosse e piccole, compaiono sul torace e sull’addome, poi su volto, gambe e braccia. Si trasformano, nei giorni successivi, in vescichette piene di liquido che poi si seccano e lasciano il posto a crosticine molto pruriginose. Per 7-12 giorni possono apparire nuove macchie ovunque. Così, in ogni zona del corpo, possono esserci contemporaneamente vescicole sierose e crosticine. Il bambino non dovrebbe grattarsi perché rimuovendo le croste possono formarsi piccole cicatrici.

- Può causare complicazioni?

Le vesciche e le croste possono lasciare segni permanenti sulla pelle se vengono rotte con le mani. La complicazione più seria, però, che si verifica nell’uno per cento dei casi è la polmonite varicellosa Un’infezione acuta dei polmoni che a volte può addirittura richiedere il ricovero in ospedale.

- Come curarla?

Va curata molto l’igiene: la pelle va lavata delicatamente con detergenti neutri e le unghie tagliate corte. Se in famiglia ci sono più bambini è meglio non far utilizzare ai fratellini i giochi del malato. Il medico prescriverà farmaci contro la febbre a base di paracetamolo e, per alleviare il prurito, somministrerà degli antistaminici. In alcuni casi può essere anche somministrato un farmaco apposito per bloccare o alleviare il virus.


Rosolia

È un’infezione causata dal virus Rubivirus, ed è classificata tra le malattie esantematiche anche se molto spesso compare senza causare sfoghi. I periodi più a rischio di contagio sono l’inverno e la primavera. Ogni 3-10 anni, molto più spesso in comunità come le scuole e gli asili, si registrano vere e proprie epidemie. Se colpisce i bambini, la rosolia viene considerata una malattia lieve che guarisce spontaneamente e non lascia tracce. È molto pericolosa, invece, se contratta in gravidanza per le conseguenze che può avere sul neonato.

- Come si manifesta la rosolia?

Dopo un periodo di incubazione che va dai 12 ai 20 giorni, la rosolia si presenta con febbre poco alta e ghiandole del collo che appaiono ingrossate. Negli adulti, invece, i sintomi possono essere più marcati e la febbre alta. Solitamente le macchie della rosolia, di colore rosa pallido, compaiono prima di tutto sul volto, poi sul torace e sulla schiena, infine su braccia e gambe. Si tratta di macchie leggermente in rilievo, in genere abbastanza distanziate tra loro e, in certi casi, possono essere confuse con quelle della sesta malattia o della scarlattina. Altre volte, invece, la rosolia non provoca nessuna eruzione.

- Può causare complicazioni?

Di solito la rosolia guarisce spontaneamente dopo quattro-cinque giorni. Le complicazioni, nei bambini, sono rarissime. Si tratta in prevalenza di disturbi alle braccia e alle gambe che si manifestano con forti dolori alle articolazioni. Molto più serie sono le conseguenze della rosolia contratta nei primi quattro mesi di gravidanza. Il bambino, infatti, potrebbe nascere con seri problemi a carico del cuore, degli occhi e delle orecchie.

- Come curarla?

L’unica avvertenza è di tenere a riposo il bimbo in caso di febbre. Poiché nei bambini le complicazioni sono rare il pediatra sorveglierà solo il normale andamento della malattia. In caso di febbre potrà prescrivere farmaci per attenuarla. Sono anche frequenti i casi in cui i bambini guariscono senza che sia necessaria alcuna medicina.


Scarlattina

È provocata da un batterio: lo streptococco beta-emolitico del gruppo A (Sbea). Si tratta di un microrganismo che si annida frequentemente nella bocca ed è responsabile anche di altre malattie, come la tonsillite acuta febbrile. Per l’esistenza di più ceppi batterici, la scarlattina può comparire più di una volta nella vita.

- Come si manifesta la scarlattina?

Nella fase iniziale della malattia il sintomo è solo un lieve arrossamento della gola. Poi compare la febbre che aumenta rapidamente e il secondo giorno possono apparire in gola le caratteristiche placche di pus. La lingua dapprima si ricopre di una patina bianca, poi si desquama e assume un colore rosso vivo (lingua a fragola). Le macchie si presentano dopo due giorni dalla comparsa dei primi sintomi. La pelle si ricopre di minuscoli puntini fitti e rilevabili al tatto. All’inizio le macchie, di un rosso vivo, si concentrano di più in alcune zone, come le ascelle, la piega del gomito e l’inguine del bambino. Poi appaiono su tutto il tronco, sulle cosce e sulla parte alta delle braccia, infine sul volto. Non compaiono macchie nella zona intorno a labbra, naso e mento. L’esantema dura all’incirca tre o quattro giorni per poi scolorire e lasciare talvolta la pelle desquamata.

- Può causare complicazioni?

Oggi, grazie all’impiego degli antibiotici, la scarlattina si manifesta solo in forme leggere che non provocano complicazioni serie. Se però viene trascurata a lungo, l’infezione può estendersi alle orecchie, alle ghiandole linfatiche del collo, alle articolazioni, ai reni e perfino al cuore.

- Come curarla?

Il bambino va tenuto a riposo se appare stanco e abbattuto. Sarà bene poi isolare il piccolo malato da altri bambini, per evitare il contagio almeno fino al quarto giorno dall’inizio della cura con i farmaci. Il pediatra prescriverà una cura a base di antibiotici, che vanno somministrati per alcuni giorni. Consiglierà anche farmaci per abbassare la febbre o per alleviare gli altri sintomi.

La quinta malattia

È provocata da un virus (Parvovirus B 19), ed è la più lieve delle malattie esantematiche.

- Come si manifesta la quinta malattia?

Dopo un periodo di incubazione, che oscilla tra i 5 e i 15 giorni, si manifesta con uno sfogo della pelle e raramente con febbre modesta e mal di gola. Le macchie, che in qualche giorno si propagano a tutto il corpo, compaiono dapprima sul viso: tanti puntini ricoprono guance e radice del naso, con una distribuzione "a farfalla" che fa pensare all’impronta di uno schiaffo.

- Può causare complicazioni?

Generalmente non causa complicazioni.

- Come curarla?

Tenendo a riposo il bimbo in caso di debolezza e con paracetamolo se la febbre dovesse alzarsi oltre i 38,5°.

 

La sesta malattia

È virale e colpisce i bambini tra i 6 mesi e i 2 anni. È quasi sempre la mamma a trasmettere la malattia al bimbo: il virus può rimanere nell’organismo della donna in fase latente, cioè senza causare sintomi e viene trasmesso per via respiratoria.

- Come si manifesta la sesta malattia?

L’incubazione va da 9 a 12 giorni e la malattia dà febbre altissima per almeno un paio di giorni. Le macchioline rosa pallido compaiono quando si abbassa la temperatura e determinano la fine dell’infezione.

- Può causare complicazioni?

Le complicazioni sono quelle date dalla febbre alta.

- Come curarla?

Tenendo a riposo il bimbo in caso di debolezza e con paracetamolo per abbassare la febbre alta.