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Venerdì, 13 Marzo 2015 08:11

Perché i bambini amano le storie

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Perché i bambini amano le storie Perché i bambini amano le storie

Da dove viene la fascinazione dei bambini per le storie?

Le risposte sono più di una. Le prime sono venute dalla psicoanalisi. Sebbene Freud non abbia scritto direttamente sui racconti per bambini, la sua teoria dell’immaginario, fondata sull’espressione dei “fantasmi” e delle angosce inconsce, può essere facilmente applicata all’analisi delle storie. Secondo questa griglia d’analisi “Cappuccetto Rosso” racconta l’angoscia dell’abbandono, “Pollicino” esprime la paura di essere divorato dall’Orco, “Pelle d’asino” sottende l’abuso.cappuccetto rosso

Nel suo libro “Psicoanalisi dei racconti” di Bruno Bettelheim introdusse la dimensione iniziatica: storie come “I tre piccoli porcellini” o “Biancaneve”, trasponendo nella forma immaginaria (il lupo, l’orco o la matrigna) le angosce del bambino, lo aiutano a crescere. E se i bambini amano le storie che fanno paura è perché nel corso della narrazione scoprono che le paure possono essere fronteggiate.

BiancaneveUn contributo alla comprensione del fascino che le storie esercitano sui bambini lo ha fornito anche il cognitivismo. Secondo Jerome Bruner i bambini amano le storie perché si accordano spontaneamente con le strutture narrative dello spirito umano che concepisce la realtà sotto la forma di sequenze di elementi successivi. Per Paul Harris esse sono anche uno strumento di apprendimento: l’immaginario infantile non è un gioco gratuito, una fuga dalla realtà, ma una via per sperimentare col pensiero gli scenari della vita. Le esperienze del pensiero immaginario consentono di testare, attraverso delle scene per lo più fantastiche, delle situazioni umane fondamentali: risolvere dei problemi di relazione con gli amici, affrontare un nemico, perdersi nel bosco e ritrovarsi.
Negli ultimi tempi, infine, sulla spinta della globalizzazione, le storie, inventate dagli adulti per i bambini, tendono a ridefinire i vecchi temi psicologici secondo le preoccupazioni delle società contemporanee.

Ognuna di queste spiegazioni contiene un elemento di verità: ci sono storie che esprimono fantasmi arcaici come la paura di essere divorati, altre che sembrano tradurre le aspirazioni profonde dei bambini (diventare forti come un supereroe o bella come una principessa), altre ancora che hanno un versante iniziatico nei confronti di un mondo ancora sconosciuto (come Dora l’esploratrice), altre infine che esprimono il bisogno di rifugiarsi in un mondo dolce e rassicurante.

Genitori ed insegnanti

È compito dell’adulto scegliere di volta in volta le storie più adatte in un particolare momento o fase della crescita, senza dimenticare che il bello delle storie è anche quello di sentire raccontare o leggere da una persona disposta ad interrompere la narrazione per ascoltare, rispondere, spiegare, illustrare, arricchire.       

 

Articolo di: Anna Oliviero Ferraris - Università "La Sapienza" - Roma 

Rivista: Scuola dell'Infanzia: n.2 - 2014